Il cielo si tinge di rosso pastello.
Anche oggi guardo il tramonto da 18 metri di altezza dentro il mio lavoro di titanio.
Il sole si nasconde a meta’ e gli ultimi raggi fendono le poche nuvole, mentre si spegne il quotidiano nemico che ha dato il nome alla puntata.
Organi meccanici scossi da ultimi spasmi elettrici aggiungono dettagli all’ennesimo anonomo quartiere distrutto.
Scendo e appena sono ai suoi piedi, dalla tasca estraggo il pod di controllo.
Lo sfioro e un gradevole pannello mi mostra parametri, opzioni e possibilita’.
Torno a piedi, decido.
Soltanto per oggi.
Con il pollice imposto azioni, alzo la mano in configurazione saluto e solitario mi allontano.
Silenzioso come sempre, il mio mobile suit ruota, aziona i motori e parte diretto verso la base dove attendera’ tra le cure dei tecnici le 16:30 di domani.
Mi volto a guardarlo, ma lui non percepisce come fanno gli umani che qualcuno lo sta fissando (almeno non in questa serie) e continua ad allontanarsi indifferente. Apro un po’ la tuta, saluto militare e anche questo episodio e’ finito.
Mi scosto al passaggio di una lunga fila di ambulanze e auto della polizia e dando un calcio ad una lattina che mi rotola curiosa accanto, faccio partire la sigla finale.
Anche oggi.

Continua…